Catia Brunelli – Disuguaglianza e insegnamento della geografia: percorsi d’aula

Catia Brunelli,

Docente Scuola Secondaria Secondo Grado

Formatrice CVM

 

Disuguaglianza e insegnamento della geografia: percorsi d’aula

Abstract della Relazione al Seminario Interculturale di Senigallia – 7 Settembre.

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La crisi del 2007 e i suoi effetti socio-economici, che hanno coinvolto gran parte della popolazione mondiale, hanno contribuito a far insorgere nuove consapevolezze rispetto all’esistenza, a varie scale,di ingiustizie inaccettabili. Forse è anche a causa di questa circostanza chel’interesse per la questione da parte della comunità scientifica internazionale è progressivamente cresciuto: lo testimoniano i numerosi summit e la diffusione di documenti programmatici, che si propongono di affrontare sfide mondiali riguardanti la disuguaglianza, quali la lotta alla fame nel mondo e alla povertà, il contrasto alla distribuzione iniqua delle risorse e delle ricchezze, il superamento della gestione insostenibile delle risorse del pianeta ecc.

Anche la comunità dei geografi contribuisce costruttivamente al dibattito in corso: due anni fa ha pubblicato una nuova Carta Internazionale dell’Educazione geografica, una versione aggiornata e più agiledi quella diffusa nel 1992, contestualmente – e non a caso – al summit di Rio del Janeiro.

Il documento del 2016 descrive la stretta relazione esistente tra i temi della geografia e le problematiche legate alla disuguaglianza, fornisce suggerimenti pratici che incoraggiano la declinazione delle questioni a essa legate in percorsi d’aula dedicati, ribadendo il ruolo cardine svolto da questo sapere nella formazione di individui più empatici e più equi.

L’impegno della scienza, dunque, specie nella sua veste scolastica, è quello di prestare il fianco alla trattazione di questioni inerenti alla disuguaglianza e all’ingiustizia sociale per formare cittadini del mondo.

Fra i concetti e gli strumenti più adeguati che la geografia ha a disposizione per perseguire questo obiettivo, spicca quello dell’attraversamento di scale. L’efficacia dell’analisi transcalare risiede principalmente nel suo essere in grado di mettere in discussione l’individuo, di frantumarne le mis-conoscenze che alimentano la costruzione di alibi, di vanificarne le deresponsabilizzazioni accorciando drasticamente le distanze spazio-temporali. Esaminare la disuguaglianza con il supporto della transcalarità favorisce la formazione di quel senso di appartenenza al sistema mondo che permette di prendere coscienza dell’importante ruolo che ognuno di noi gioca nella salvaguardia dei delicati equilibri del pianeta e della comunità umana.

Lo scopo del contributo è proprio questo: illustrare percorsi d’aula a sfondo geografico, incentrati su fenomeni legati alla disuguaglianza e caratterizzati dalla variazione di scala per dimostrare la relativa efficacia in rapporto alla mobilitazione di abilità connesse alla prospettiva del Global Learning e alla costruzione di competenze di cittadinanza globale.

Nell’impossibilità considerare in modo esaustivo tutte le emergenze attuali attraversate dalla disuguaglianza, si sceglie qui di privilegiare quelle che si snodano dalla dicotomia povertà-ricchezza, anche in forza dell’insistenza con cui esse figurano, più o meno esplicitamente,tra i 17 obiettivi previsti dall’ONU nel documento del 2015, Trasformare il nostro mondo: l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, a cui anche il progetto Get up and Goals fa riferimento.

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