In questa sezione potete trovare la storia e le informazioni della attività di CVM per EAS – Educazione allo sviluppo. Un settore che vede la Comunità Volontari per il Mondo attiva da trent’anni nelle scuole italiane per una rivoluzione culturale dell’insegnamento.

EAS – Educazione allo sviluppo

Il concetto di EAS – Educazione allo Sviluppo si sviluppa in FOCSIV (la Federazione degli Organismi di Volontariato Internazionale Cristiano) negli anni ‘70 ad opera dell’allora presidente  Felice Rizzi, oggi titolare della  cattedra UNESCO sui “Diritti dell’uomo ed etica della cooperazione internazionale” all’Università degli Studi di Bergamo.

Con Educazione allo sviluppo si intende definire specifiche attività condotte da associazioni, sindacati, ONG italiane o internazionali, rivolte a persone che vivono e si formano nei paesi del Nord del mondo, aventi per oggetto tematiche ritenute di immediata importanza per uno sviluppo “equo”, “sostenibile”, “umano” per tutti; con la finalità ultima di facilitare una maggior comprensione dei rapporti tra nord e sud del mondo.

Il termine nel tempo ha subito una evoluzione, si è passati da una dimensione dell’Educazione interculturale teorizzata negli anni ’90 a quella attuale, condivisa dal settore EAS del CVM,  di Educazione alla Cittadinanza Mondiale, che riguarda universalmente tutti senza più distinzione tra Nord e Sud, Ovest ed Est, in un unico pianeta policentrico.

 

La necessità di una riforma del pensiero e di una rivoluzione pedagogica

La società odierna è sempre più caratterizzata da problemi di carattere mondiale. Questioni come i cambiamenti climatici, l’ecologia, la disuguaglianza ad ogni latitudine tra ricchi e poveri, i nuovi equilibri internazionali imposti dalla prolungata crisi finanziaria, sociale e politica, la sostenibilità, l’utilizzo responsabile delle risorse, la questione diffusa della disoccupazione e del rispetto della dignità umana, la necessità a far fronte ai bisogni di una popolazione mondiale di oltre sette miliardi di persone, i venti di guerra che percorrono l’intero pianeta sono problemi emergenti che deve affrontare oggi l’intera umanità.

Un’umanità sempre più multietnica, che si deve confrontare con la presenza degli immigrati, con la coabitazione con soggetti di altre culture e, in generale, con le sfide globali dei nostri tempi segno di un necessario cambiamento che richiede la ristrutturazione del pensiero, che va riorientato in modo da superare riduttive visioni autoreferenziali, non in grado queste di fornire saperi utili per affrontare le attuali sfide globali.

Per dare risposte alle questioni complesse dei nostri giorni occorre una adeguata riforma del pensiero e una rivoluzione pedagogica.

 

Il settore Eas di CVM – Comunità Volontari per il Mondo

Il settore EAS di CVM – Comunità Volontari per il Mondo è stato attivo sin  dagli anni ’80, ponendo l’attenzione in particolare alla revisione dei curricoli scolastici, area condivisa anche dalle stesse Istituzioni: Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca Scientifica e Ministero degli Esteri e Cooperazione Internazionale.

L’intento, da sempre, è far accresce la presa di coscienza del comune mal sviluppo del Sud e del Nord del mondo con conseguente necessità di rivedere le categorie mentali  con cui educare le nuove generazioni sia a Nord che a Sud per costruire una nuova cittadinanza mondiale  e, quindi, una maggiore giustizia secondo il Curricolo ESCI – Educazione allo Sviluppo e alla Cooperazione Internazionale. (cfr. Convegno di Assisi 27-31 agosto 1983)

La revisione epistemologica delle discipline  nasce dall’istanza del cambiamento epocale  che ha traghettato il passaggio dalla società moderna a quella post moderna o fluida di cui parla  Zygmunt Bauman, sociologo polacco.

C’è una nuova lettura sistemica di alcune scienze come l’ecologia e la cosmologia che genera approcci complessi, polidisciplinari, ologrammatici per cui non solo una parte si trova nel tutto, ma il tutto si trova nella parte secondo criteri di interdipendenza ed interconnessione che costituiscono i paradigmi filosofici del III Millennio.

Quello che serve alle nuove generazioni è un nuovo modo di pensare, un nuovo ethos, in cui il principio dell’interdipendenza diventi parametro di riferimento per la costruzione di una cittadinanza mondiale attiva e responsabile del Bene Comune. La questione va, dunque, posta su un piano culturale ed è proprio la cultura che può offrire gli strumenti per affrontare i cambiamenti epocali in atto. Nella nuova società a scuola prevalgono anacronisticamente curricoli scolastici di matrice etnocentrica, che non sono in grado di preparare le nuove generazioni ad affrontare il confronto con altre realtà ed a essere cittadini del mondo. Le categorie individualistiche, dualistiche e conflittuali così come sono generalmente codificate, ad esempio cittadino/straniero, amico/nemico, necessitano di essere sostituite con gli odierni abiti mentali dell’interdipendenza, del decentramento, dell’empatia, della corresponsabilità.

Nell’inscindibile relazione tra antropologia ed epistemologia, tra visione dell’uomo e saperi funzionali alla costruzione d’identità, è chiamata in causa la scuola. Saperi frammentari, opachi e disordinati caratterizzano ancora le discipline scolastiche a sostegno dell’antropologia dell’uomo insulare, cittadino di uno stato rigidamente nazionale, che ha generato soggetti poco capaci di identificarsi negli altri, siano essi europei o immigrati di altri continenti.

L’antropologia del Terzo Millennio rifiuta la visione materialista e solipsistica etnocentrica e promuove l’etica della relazione e della condivisione per la costruzione di un soggetto proteso alla composizione di un’armonia che non esclude le differenze né la pluralità degli sguardi.

Le sfide globali della società attuale richiedono azioni convergenti, capaci di consentire il sentimento di appartenenza ad una Comunità, ad una Unica Umanità. Questo è il compito della scuola del Terzo Millennio e per questi si adopera al cambiamento il settore EAS di CVM.

 

Corsi di formazione e aggiornamento

Il settore EAS di CVM organizza e svolge corsi di formazione e aggiornamento in molte regioni italiane, a partire dalle Marche.

Gli insegnanti partecipanti, ad oggi circa 6000, insieme allo staff CVM, ed in collegamento con la Ricerca universitaria, programmano attività da svolgere in  aula.  Le UDA – Unità di Apprendimento, orientate alla costruzione della Cittadinanza Mondiale, costituiscono la principale proposta di una nuova matrice curricolare in linea con le direttive dettate  dall’UNESCO, maggio 2015, e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sottoscritte da tutti i paesi a settembre 2015. Queste esigono una didattica attenta e suddivisa per aree riguardanti l’attuale condizione umana globale, le cui tematiche sono da inserire nella didattica disciplinare come elementi di revisione epistemologica delle materie scolastiche, che vanno incentivate grazie a categorie mentali ed alla riforma del pensiero espressa Edgar Morin. Il sociologo e filosofo francese ha teorizzato come questa riforma dell’insegnamento deve elaborare un pensiero complesso capace di  riorganizzare il sapere e di collegare le conoscenze non più confinate nelle discipline.

I docenti che eseguono la sperimentazione dal Settore EAS di CVM intraprendono un percorso formativo suddiviso in 8 moduli con un seminario finale di rendicontazione e diffusione di buone pratiche scolastiche, compreso il rilancio della Ricerca Azione, modalità di gestione di una nuova relazione tra Ricerca e Scuola di base in una società  caratterizzata da molteplici cambiamenti e discontinuità.

I risultati di questo lavoro sono, annualmente, presentati al  Seminario di educazione interculturale che da 10 anni si svolge a Senigallia. Un appuntamento organizzato da CVM in collaborazione con realtà di primo piano del mondo istituzionale e della cooperazione.

La diffusione ed implementazione della  Ricerca Azione e della sperimentazione di UDA curricolari con i Seminari annuali di Educazione Interculturale svoltasi a Sant’Elpidio, prima, e a Senigallia, poi, hanno una dimensione ormai internazionale e sono sostenuti dal MIUR, dall’Ufficio Scolastico Regionale, dalla Regione Marche nonché dalla stessa Unione Europea. Questo appuntamento, caratterizzato dalla presenza di Docenti Universitari nazionali e internazionali, offre agli insegnanti della scuola, anche provenienti da diversi paesi dell’Europa, una gamma di laboratori in cui scambiare le buone prassi di Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG).

Ciò  allarga  la visuale di insegnamento e costruisce  una dimensione europea dell’educazione.

 

Il lavoro nelle scuole di ogni ordine e grado

Il gruppo EAS programma, ormai da anni, con i docenti coinvolti le  Unità di apprendimento (UDA) ed i laboratori nelle scuole di ogni ordine e grado, privilegiando una didattica interattiva, euristica, conversazionale e  costruttivista. Sono promossi moduli didattici che consentano alla classe di affrontare temi quali, ad esempio, ambiente, alimentazione, globalizzazione, diritto al lavoro, ecc. secondo quanto indicato dal Documento UNESCO 2015 e dall’Agenda 2030. Il risultato delle lezioni e l’apprendimento viene  poi monitorato dal settore EAS. Le UDA più a recenti si possono conoscere sul sito: http//:scuola.cvm.an.it

La promozione e diffusione delle UDA  sui temi come la sostenibilità, l’ambiente, la migrazione, i diritti umani, il dialogo tra culture e religioni diverse, la globalizzazione, della biodiversità, la relazione tra bisogni e risorse, le energie rinnovabili, l’acqua, la sovranità alimentare, la geopolitica, l’equa ripartizione delle risorse, il riconoscimento incondizionato della dignità umana, la cooperazione, la solidarietà, l’equilibrio dell’ecosistema, i conflitti, non stati proposti come argomenti a latere del curricolo scolastico come forme di educazioni speciali ed interventi sporadici, ma quali elementi di un nuovo curricolo inseriti in moduli interdisciplinari e riguardanti  i nuclei fondanti delle stesse discipline.

Contestualmente, CVM EAS si rivolge alla Ricerca Universitaria per avere reading, dispense e materiali  con cui supportare i docenti che si apprestano a seguire questo percorso didattico.   Una particolare attenzione  è riposta alla didattica ludica: in tal senso una serie di giochi sono proposti alle scuole che partecipano al programma, soggetti attivi della proposta di revisione dei curricoli scolastici.

Le Unità didattiche hanno in questi anni, coinvolto nell’apprendimento migliaia di studenti.

 

Attivismo responsabile degli studenti

Negli ultimi anni gli studenti destinatari della sperimentazione delle Unità di apprendimento sono stati chiamati a realizzare interventi operativi sulla società e sul territorio in una logica di attivismo responsabile.

È il caso significativo della scuola di Falconara Nord in cui la docente Susanna Cimarelli ha assunto la proposta ESCI EAS come alternativa al curricolo tradizionale e  all’interno di una UDA sullaCorresponsabilità  ha consentito agli allievi di riflettere su come contrastare i conflitti e le violenze dell’attuale terrorismo.

A seguito ai fatti dei Parigi del 13 novembre scorso gli alunni hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica e dietro segnalazione del Segretario Generale degli Affari Sociali hanno avuto la possibilità di interagire con la Presidente della Camera, Laura Boldrini, nella sede della mole Vanvitelliana di Ancona in occasione della giornata destinata alla riflessione sui problemi e sulle prospettive del Continente europeo.

L’ISC di Montesanvito annualmente predispone mostre cittadine per sensibilizzare l’opinione pubblica ed i politici locali sui temi dell’ambiente.

Sono solo alcuni esempi che attestano l’ottica come il Settore EAS di CVM sia impegnato a favorire laservice learning: una scuola a servizio della società in accordo con le linee dell’Università LUMSA di ROMA e del Dottor  Italo Fiorin.

 

Attività svolte dal settore EAS del CVM

A partire dagli anni ’90 il Settore EAS di CVM è stato il primo a porre la questione sulla necessità di rivedere i curricoli scolastici, un orizzonte oggi condiviso da molti. Sono numerosi i progetti realizzati, dove l’esigenza principe era ed è quella di costruire una coscienza democratica europea sulle linee degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio dettati dalle Nazioni Unite e successive linee indicate sia da EYD 2015 che da Agenda di Sviluppo Post-2015. Alcune delle attività svolte e avviate dal Settore EAS di CVM:

  • Attivazione di una Ricerca-Azione tra scuole e ricercatori universitari per la rivisitazione epistemologica delle discipline e per la revisione dei metodi didattici con la collaborazione, dal 2000 al 2007, dell’IRRE Marche e con il sostegno della Regione Marche.
  • Costituzione di una rete marchigiana a sostegno dell’Autonomia della Scuola e della revisione in chiave interculturale dei curricoli scolastici, dal 2007.
  • Presentazione dell’esperienza innovativa CVM alla Commissione Cultura del Parlamento italiano, marzo 2010.
  • Richiesta di informazione e/o formazione sul curricolo ESCI – CVM per le scuole di altre regioni – Sardegna, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino Friuli Venezia Giulia, Lazio, Abruzzo – con relativa sperimentazione.
  • Riconoscimenti a livello europeo e nazionale con l’assegnazione di ruolo determinate del CVM in attuazione di Bandi di Educazione allo Sviluppo. Oggi CVM, a livello nazionale, è partner del progetto MIUR – MAECI “ Un solo Mondo, un solo futuro” 2015-16, mentre per quello europeo è dal un lato capofila del progetto “Critical review of the historical and social disciplines for a formaleducationsuited to the global society” 2014-2016 e dall’altro partner del progetto Europeo “ Global Schools, il mondo entra in classe” insieme alla Regione Marche e  con la provincia Autonoma di Trento come capofila.
  • Corsi di Formazione per Formatori sull’Educazione alla Cittadinanza Mondiale per docenti di ogni ordine e grado.
  • Collaborazioni con Università della Pace della Regione Marche per Seminari e Formazione docenti sulla Global learning.
  • Interventi come esperti di Educazione Interculturale all’Università degli Studi di Urbino, Macerata e Chieti.
  • Elaborazione di protocolli di Intesa con Regione Marche, Ufficio Regionale Scolastico, Università degli Studi di Macerata, rete delle scuole marchigiane per la diffusione dell’Educazione interculturale con la revisione dei curricoli scolastici.

 

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